Dioniso

Dioniso

L’Umanità ha consegnato agli Dei l’ennesimo copione, con la speranza che venga interpretato alla lettera. Ma che succederebbe se, un giorno, questi attori celesti, queste comiche e cosmiche presenze si sottraessero ribelli al dettato umano? E che ne sarebbe poi di Loro, e di Noi?

Sono questioni profonde quelle che Igor Sibaldi, ricercatore dello spirito e autore di numerosi saggi, ci propone in questa commedia dolce e amara dove il gioco è svelato fin da subito: è l’uomo a definire i tratti del divino, a stabilirne apparizioni, percorsi e regolamenti. Una allegoria della religione organizzata, connubio della società civile, qui rappresentata da una Hera, la Giunone greca, perfettamente a suo agio nel ruolo di tutrice delle genti e di uno Zeus al contrario, ritratto in una sorta di crisi di identità. Inevitabile il conflitto all’interno della coppia archetipica; un battibecco che una divinità amica, a sorpresa proveniente da un altro pantheon, non può che esacerbare in una escalation dal sapore della più classica “situation comedy”. A farne le spese, di questo bisticcio e delle decisioni che ne conseguiranno, sarà l’umanità stessa, qui rappresentata da un coro “per voce sola” incessantemente alla ricerca di certezze.

In questa messa in scena liberamente tratta dal testo di Igor Sibaldi e prodotta dal Teatro degli Sterpi, si aggirano Ivo Huez, Valentina Milan, Sergio Pancaldi e Graziella Savastano supportati dalla regia dal gusto ironico e grottesco firmata dal regista e attore sloveno Gregor Geč.

Vogliamo che questa avventura, tanto universale ed eterna quanto terrestre e quotidiana, sia un incontro; tra il pubblico e la scena, tra gli dei e gli uomini, tra noi stessi e Dioniso.

A proposito… Dioniso, dov’è? Guardate attentamente…

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